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La facciata della Basilica di San Bernardino - L'Aquila |
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::. Monti della Laga | Cola dell'Amatrice |
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L'artista presumibilmente nacque nel 1489 e morì nel 1559. Nelle cronache è indicato come figura tormentata e complessa, freneticamente dedito al lavoro creativo su tele e affreschi, alcuni dei quali conservati a Roma, nella Pinacoteca Vaticana e nella Galleria Capitolina. Della sua attività di pittore rimangono molte testimonianze nelle chiese e nella Pinacoteca di Ascoli Piceno, città che gli conferì la cittadinanza onoraria e che porta l'impronta di Cola anche nella facciata del Duomo. In Abruzzo lavorò sopratutto a l'Aquila, dove progettò quello che forse è il suo capolovoro in architettura: la facciata di San Bernardino, da molti considerata anche il più bel monumento abruzzese del Rinascimento. Il progetto urbanistico per la ricostruzione di Amatrice non risulta ben documentato; non si può quindi valutare appieno lo spessore dell'intervento di Cola. Nessun problema, tuttavia, nel rispettare una significativa tradizione e nel riconoscere agli amatriciani il diritto di attribuire a Cola la piena paternità della loro ariosa ed accogliente città. Egli avrebbe operato, su iniziativa
del feudatario Alessandro Vitelli, dopo il sacco della città del
1529 conseguenza dei conflitti tra Aragonesi ed Angioini. (Cfr.
biblio 10) |
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Ideata a tre ordini architettonici, dorico, ionico, corinzio, fu portata a termine solo nel 1542. Cola dell'Amatrice ha realizzato in due anni il primo ordine dorico e negli altri anni quelli ionico e corinzio. Sebbene manchino elementi che avrebbero avvivato tutta la struttura, quali i tre rosoni, di cui ci sono solo gli occhi e le 16 statue nelle relative nicchie, resta sempre una delle massime espressioni dell'architettura abruzzese.
Il Cola dell'Amatrice si è ispirato ai
progetti e ai bozzetti della chiesa di S. Lorenzo di Firenze di
Michelangelo e di Giuliano Sangallo. L'ordine dorico è pregevole ed
elegante nel suo fregio, animato da simboli triglifi, metope di
buona fattura; solenne e dignitoso quello ionico centrale, con
reminiscenza d'arte romana. (Cfr. biblio 4a) |
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