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Il paese
Situato su uno sperone dominato dal Monte Camicia, è famoso da
secoli per la lavorazione della ceramica, ancor oggi uno dei
principali motivi di attrazione turistica. All'interno della chiesa
parrocchiale, una statua lignea medievale della Madonna col Bambino,
la pala d'altare in maiolica di Francesco Grue (1647) e altre
maioliche votive del XVIII-XIX sec. Da vedere, nei dintorni, la
chiesa di San Donato, dal soffitto seicentesco in mattoni
maiolicati, l'ex convento francescano con il Museo delle Ceramiche,
la raccolta di ceramiche contemporanee nell'Istituto Statale d'Arte.
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La chiesa di San Giovanni
Battista
La parrocchiale è caratterizzata, in facciata, dal bel portale
del 1601 con timpano spezzato e al centro una nicchia con la statua
di un santo (attualmente mancante: Aprile 2006); lungo la gradinata
di accesso vi sono due antichi rocchi di colonna, di provenienza
imprecisata. L'interno, a tre navate suddivise da possenti colonne,
custodisce una pregevole Madonna lignea e la splendida pala d'altare
maiolicata del 1647, opera di Francesco Grue, raffigurante la
Madonna di Loreto. Sulla parete di destra si ammira il Martirio di
San Mattia, dipinto del 1620 firmato dall'artista fiorentino
Bernardino Monaldi.
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Madonna col Bambino
Statua lignea raffigurante, secondo la tradizione popolare, S.
Anna e la Madonna e, secondo recenti studiosi, la Madonna col
Bambino. L'opera proviene dalla non più esistente abazia benedettina
di S. Salvatore, situata poco distante da Castelli in un luogo
montano ed un tempo boscoso, che ospitò, nel 1117, il Pontefice
Pasquale II fuggiasco dalla persecuzione dell'imperatore Arrigo V.
La figura di minori dimensioni aveva in mano un globo simboleggiante
il mondo. La statua risale molto probabilmente al secolo XII, epoca
di maggior splendore dell'abazia di S. Salvatore.
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Francesco Grue
"Quantunque i dipinti di questo artista non siano assai lodati
per la eccellenza nell'arte, pur nondimeno sono da apprezzare,
perché mostrano i primi passi fatti dai Castellani in questo genere
di pittura. Nella Chiesa Parrocchiale di Castelli si può ammirare
nell'altare di S. Maria Maddalena un quadro di palmi otto per sei,
composto di quadretti di maiolica insieme congiunti. Nella parte
superiore è raffigurata la venuta della Santa Chiesa in Loreto, e di
sotto S. Francesco, S. Domenico, S. Antonio, S. Caterina, e la
Maddalena. A pié del quadro si legge: F. G. DE CHA P. 1647". (Cfr.
biblio 17)
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La chiesa di San Donato
La chiesa, edificata presso Castelli agli inizi del secolo XVII
sul sito di una più antica piccola chiesa, detta "cona", è
impreziosita dallo splendido soffitto maiolicato che rappresenta uno
dei più significativi apporti della cultura abruzzese del primo
Seicento. La preesistente chiesetta era già stata dotata dai
ceramisti di Castelli del secolo XVI di un soffitto a mattoni
dipinti, ma quando si pose mano alla ricostruzione seicentesca i
maiolicari, riuniti in una Confraternita, realizzarono una vera e
propria volta maiolicata con una superficie di circa 100 metri
quadrati composta da oltre 800 mattoni con le date del 1615, 1616,
1617. Il soffitto è costituito da capriate spioventi, divise in
scomparti dove sono allineate le file di mattoni trattenuti da
travicelli; l'opera è stata oggetto, nel 1968, di un radicale
restauro con la sostituzione dei mattoni perduti o deteriorati.
(Note a cura della Regione Abruzzo Settore Turismo)
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